Lingua e intelligenza artificiale: orizzonte del futuro o vincolo del passato?
Dentro il festival
Il Festival ha riunito 35 partecipanti provenienti da 18 Paesi, tra cui nove Paesi arabi - Egitto, Iraq, Marocco, Libano, Siria, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Yemen e Palestina - oltre alla Turchia, rappresentata per la prima volta. Tra i partecipanti italiani, numerosi sono stati i docenti e i ricercatori dell’Università Cattolica.
Per tre giornate, linguisti, filosofi, esperti di intelligenza artificiale e data science, studiosi di didattica, traduttori, scrittori, poeti, artisti e registi si sono confrontati sulle opportunità e sulle criticità dell’IA applicata alla lingua, alla traduzione, alla letteratura e alle arti.
L’apertura del Festival è stata dedicata alla poesia araba, con la presentazione della nuova traduzione delle Mu‘allaqat curata da Jolanda Guardi e un reading poetico del poeta e traduttore iracheno Kadhim Jihad Hassan.
Il cuore scientifico della manifestazione si è sviluppato attraverso diverse sessioni dedicate alle sfide dell’IA per la lingua araba, ai bias degli algoritmi, alla didattica delle lingue, alla digitalizzazione, alla traduzione e al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività. Particolare attenzione è stata riservata alla capacità dell’IA di produrre testi letterari e opere artistiche, mettendone in discussione i limiti rispetto all’immaginazione, alla soggettività e all’esperienza umana.
Il confronto si è esteso anche alla letteratura e alla poesia contemporanea, interrogandosi sul futuro della scrittura creativa, sul ruolo dell’autore e del traduttore e sul significato di originalità e ispirazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
A chiudere il programma scientifico è stata la lectio magistralis di Giovanni Gobber, dedicata al rapporto tra lingue, creatività e speranza dell’imprevisto, con una riflessione su ciò che l’intelligenza artificiale non può offrire.
Non sono mancati i momenti culturali che tradizionalmente accompagnano il Festival: tra questi, il concerto di ArabCor, il coro in lingua araba dell’Università Cattolica, diretto da Hani Gergi, e la presenza dell’Agorà del libro arabo della casa editrice Almutawassit, che ha accompagnato il pubblico per tutta la durata della manifestazione.

Festival internazionale di lingua e cultura araba
